Chi arriva a Misurina alza lo sguardo e li vede subito: una selva di torri e guglie di roccia, affilate come denti, che si alzano sopra la conca. Sono i Cadini di Misurina, un piccolo gruppo dolomitico nel territorio di Auronzo di Cadore, meno famoso delle vicine Tre Cime ma capace di regalare uno dei panorami più spettacolari dell'intero arco alpino. Negli ultimi anni un punto preciso di questo gruppo è diventato celebre in tutto il mondo grazie alle fotografie: il belvedere dei Cadini, un balcone di roccia affacciato su guglie e fondovalle.
Da dove si parte
Il modo più diretto per raggiungere il punto panoramico è partire dal Rifugio Auronzo, lo stesso da cui inizia il giro delle Tre Cime. Da Auronzo di Cadore si sale in auto fino a Misurina e da lì si imbocca la strada a pedaggio che porta al rifugio: ricordate che l'accesso in auto richiede la prenotazione online sui canali ufficiali del Comune di Auronzo, e che in estate sono disponibili anche autobus e navette. I Cadini distano dal paese circa 12 chilometri in linea d'aria, ma la strada è più lunga: calcolate il tempo con margine.
Il sentiero 117
Dal piazzale del rifugio si imbocca il sentiero CAI 117, che in direzione del Rifugio Fonda Savio attraversa il versante dei Cadini. Il primo tratto scende leggermente su una traccia ben segnata, fino alla zona della Forcella Longeres. Da qui il sentiero riprende a salire in modo moderato e, nell'ultima parte, diventa una cengia stretta ed esposta, quasi pianeggiante ma con il vuoto su un lato. Dopo questo tratto si raggiunge il balcone roccioso da cui si apre il panorama.
- Distanza: circa 2 chilometri per senso di marcia.
- Dislivello: modesto, nell'ordine di 130-150 metri complessivi.
- Tempo: indicativamente da 45 minuti a un'ora per l'andata, altrettanto per il ritorno.
- Quota del belvedere: circa 2.300 metri.
Cosa si vede dal belvedere
Davanti a voi si alzano le torri dei Cadini, con le loro creste seghettate e i canaloni di ghiaia; sotto, la valle che scende verso Misurina, coperta di boschi. È un paesaggio che cambia molto con la luce: in certe ore le guglie restano in parte in ombra, in altre la roccia si accende di toni caldi e ogni cresta si stacca dal cielo. Qualunque sia il momento, fermatevi il tempo necessario per guardare, non solo per fotografare.
Prudenza prima di tutto
La brevità del percorso inganna: proprio perché la gita dura poco, molti la affrontano con scarpe da città e senza giacca. Vi consigliamo invece scarponcini con una buona suola, uno strato caldo e acqua, esattamente come per un'escursione più lunga. Nei giorni di punta il sentiero può essere affollato e sulla cengia bisogna attendere il proprio turno: pazienza e cortesia rendono il passaggio più sicuro per tutti. Controllate le previsioni meteo prima di partire e ricordate che, in quota, i temporali estivi arrivano spesso nel primo pomeriggio.
Come abbinarlo ad altre gite
Dato che il punto di partenza è lo stesso, molti combinano il belvedere dei Cadini con il giro delle Tre Cime di Lavaredo, facendo prima l'uno e poi l'altro. È una giornata intensa, adatta a chi è ben allenato. In alternativa, potete dedicare al belvedere una mezza giornata e scendere poi a Misurina per una passeggiata rilassante attorno al lago, prima di rientrare ad Auronzo.
Qualunque sia la scelta, tenete conto che la stagione utile per questo sentiero coincide in genere con l'estate e l'inizio dell'autunno, quando la strada al rifugio è aperta e il percorso è libero dalla neve. Prima di partire verificate sempre sui canali ufficiali le condizioni della strada e dei sentieri.
Una base tranquilla dopo la quota
Rientrati dai Cadini, a Villa Pais Tre Cime vi aspettano un soggiorno con stube di montagna, una cucina completa e due terrazze coperte con vista sul lago di Auronzo.